Intelligenza artificiale in una PMI, da dove iniziare

Non serve un progetto enorme. Servono un processo ripetitivo, dati già disponibili e una persona che possa valutare i risultati.

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Molte aziende mi contattano con la stessa domanda: «Dovremmo fare qualcosa con l’intelligenza artificiale, ma non sappiamo cosa». La risposta onesta è che non serve partire da una strategia. Serve partire da un problema piccolo e concreto.

Cercare le attività ripetitive

Il primo passo è chiedere ai collaboratori quali attività fanno ogni giorno e trovano noiose. Quasi sempre emergono cose come ricopiare dati da un documento a un altro, rispondere alle stesse domande via email, classificare richieste, preparare riepiloghi. Sono i candidati ideali: hanno un input testuale, un output prevedibile e una persona che sa giudicare se il risultato è corretto.

Verificare che i dati ci siano già

Un modello linguistico lavora bene se ha a disposizione le informazioni giuste. Se le risposte alle domande dei clienti sono in un manuale in PDF, si può partire subito. Se sono solo nella testa di chi risponde da vent’anni, prima bisogna scriverle. Questo è spesso il lavoro vero, e vale la pena farlo comunque.

Misurare prima di partire

Prima di costruire qualsiasi cosa, misurare il tempo attuale dell’attività e la frequenza degli errori. Senza questo numero non si saprà mai se il progetto è stato utile. Bastano due settimane di conteggio.

Fare un pilota di poche settimane

Con un processo scelto, dati disponibili e una misura di partenza, un pilota richiede tipicamente da quattro a otto settimane. Alla fine si hanno numeri, non opinioni, e si decide se estendere o fermarsi. Entrambi gli esiti sono buoni: il costo di scoprirlo è stato basso.

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